Madre dei secondi
Madre chi sono?
Carne ossa e una coscienza che fa male.
Cammino su questa terra di lacrime e sangue ma dove devo andare?
Giorni, mesi, anni, miliardi di secondi passati, ma quante vole ho sentito davvero l'amore?
La gioie della mia anima, incontrate per caso solo sotto le pietre di lontani sogni.
Incastrato in una gabbia di una fisicità così pesante che mi impedisce di volare.
Dovè quel maledetto cielo che mi ha abbandonato?
Perché quelle stelle continuano a gardarmi senza dirmi nulla?
Cos'è questa dannata speranza che mi scorre nelle vene?
Se potessi distruggere questo tempio lo farei in un secondo.
Così da non essere mai stato
Così da non potere mai essere
Così da perdermi davvero in me stesso.
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Commenti (2)
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Antonella Bonaffini25 ottobre 2009
Una poesia tristissima, una consapevolezza che fa male... domande senza risposta... intensamente bella.
poetapercaso26 ottobre 2009
La poesia è bellissima, piace molto la costruzione, eccellente l'introspezione, il velo di tristezza che l'accompagna dall'inizio fino alla fine. Peccato sia fuori tema, ma poco importa è molto bella davvero.

