Noncuranza
Io deluso coltivatore della noia.
Abito in anfratti bui dove si perde la memoria.
E recingo i miei ideali in labili perimetri.
Lungi da praticar voli pindarici e gesta coriacei.
Vincoli forti mi legano a questo reo tempo.
Condizione necessaria a transitare in un fugace lampo.
Ma la stagione dei silenzi ha ritrovato il suo splendore.
Le bacche del mesto Autunno sono tornate in fiore.
La Voce dei miei dubbi ha drenato torbidi ruscelli.
Mille splendide stelle sono nati sotto i vessilli.
Nell'abbandono alla spensieratezza e alla noncuranza
Ardono i sentimenti e muoiono le prigioni della coscienza.
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