Al banco dei pegni

Tre banconote scucite
alla bocca del diavolo,
rosa, piegate, sbiadite,
le tengo sul seno
imbucate nel pizzo.
Mi treman le nocche
e nascondo ginocchia
viola, piagate, sbucciate,
contro la nuca
impronte di dita.
Tre giorni, tre
nella bocca del diavolo,
nuda, piegata, legata,
al banco dei pegni
ho lasciato un segreto.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (2)
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Gabriele Tudisco28 ottobre 2009
Versi che lasciano l'amaro in bocca per colpa di trenta denari. Poesia affascinante.
Giorgia Spurio28 ottobre 2009
ognuno di noi nasconde qualcosa, "sono tre banconote scucite alla bocca del diavolo""sono sbiadite" e sono nascoste "imbucate nel pizzo". bellissime metafore che parlano di segreti, di debiti, di pegni, di desideri occulti, di pudore e non... è stupenda!

