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Amicizia 29 ottobre 2009 · lettura 1 min · 3333 letture

A tremolìo

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Palle, (1) mi manchi! Quando torno all’Ente e ripasso davanti al nostro ufficio che ci ha visti, con tanto sacrificio, impegnati a non fare quasi niente, troppe cose mi tornano alla mente. Dopo trent’anni e più di meretricio, trascorsi insieme in quel coglionificio, qualcosa resta inevitabilmente! Quanti discorsi: vanterie di topa, battute, barzellette, puttanate, il meglio del cazzeggio in tutta Europa! Ora che siamo entrambi pensionati, io con tre lire e tu soldi a palate, mi piace ricordare i tempi andati. Nel mentre mi perdoni questa rima, dammi le tue notizie quanto prima: nel caso poi che ti sentissi male avvisami che vengo al funerale!
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La poesia è dedicata ad un collega. Si tenga presente che a Livorno, fra amici intimi, c’è la strafottenza di salutarsi augurandosi reciproche disgrazie cui fanno seguito i più classici scongiuri e pesanti ingiurie contro le mamme. 1: sineddoche. A livorno tutti si chiamano palle.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (3)

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Paolo Ursaia29 ottobre 2009

...quelle zingarate che fanno tanto bene al cuore... l'amicizia, dal lato più vero, senza orpelli. Piacevole e calda, molto gradita

L
Lorenzo Crocetti29 ottobre 2009

... si, ci sarà pure -"more solito" - tutto il divertimento, lì'ironia e il sarcasmo che ogni volta il Tarabella sa diffondere a piene mani, però, dietro quella maschera, quanto rimpianto, quanta nostalgia di tempi andati che non torneranno più si può leggere! E sempre dietro al sorriso c'è qualcosa di ben diverso, un sentimento struggente che è nell'intimo e che la maschera dell'ironia non riesce certo a cancellare del tutto. Da verace e maledetto toscano, il nostro non vuol mai far vedere le lacrime. Ma non sa trattenere, qua e là, qualche leggero singulto. nascosto magari da un recitato colpo di tosse, come a dire: "Ho un po' di rancido in gola, deve essere un frutto di stagione."

Antonella Bonaffini29 ottobre 2009

E' troppo carina... la tua follia non credo conosca confini ma mi hai fatto molto sorridere...è tremenda!