Inumano
chiuso, dentro questo teatro;
ascoltando la pioggia battente,
ricordo quel volto,
che spiazza la mente...
come pioggia tambureggiante;
il vociare del mio cuore:
dove sei andato?
dove è la tua dimora?
cascina nel verde dei monti
era...
capanna dissestata... esposta,
alla furia degli elementi,
ora sei...
l'erosione dei venti ti accarezza
e fingi di esser forte...
non lo sei... nn più,
i muri cadranno...
ma non ti rialzerai.
il silenzio è nella parte più profonda...
quella dell'animo...
muto resta, non sapendo rispondere...
feritemi: non sanguinerò;
linfa vitale che scaturisca,
da solchi... quelli del cuore,
non ci sarà;
in difesa a questo plagio
di essere umano...
resta chiuso ad ascoltare la pioggia...
©
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio30 ottobre 2009
la fede dell'anima? dov'è? nella sua capanna? bella metafora la fede, l'anima, paragonate a quella capanna dissestata e vittima della furia degli elementi, ma un tempo era "cascina nel verde dei monti". i venti corrodono, l'anima fa finta di esser forte, la fede finge... ma i muri cadranno. cos'è inumano? qualcosa chiuso in "questo teatro", in questa indifferenza altrui che si nutre dell'anima degli altri, gli altri malvagi e spietati sono i venti che corrodono la nostra anima. belli gli ultimi versi... difendere la propria umanità, difenderla a tal punto di diventare immortale: "feritemi: non sanguinerò". ma questo grazie alla "linfa vitale" (fede? ) bella poesia
