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Impressioni 3 novembre 2009 · lettura 1 min · 2601 letture

Il grido di Giobbe

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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Tra maledizioni e pianto si consuma il dolore... Mani tese verso un cielo taciturno membra abbandonate nella cenere che odora di assurdo tra ambigui conforti ove imprecano colpe mai commesse. Tutto è perduto... Perché, mio Dio, lasci che il tuo respiro resti incomprensibile mistero che sfiora appena il mio patire lasciando nuda ogni istanza tra voci che svendono illusioni e indici puntati su fragili esistenze. Non basta più, o Dio, conoscerti per sentito dire e di materno amore è assetata l'anima mia brama di sollievo sulle dolorose piaghe del mio nulla che rivendica conforto laddove l'umano silenzio si fonda con il mio grido...
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Un grido dove si riassumono le grida dell'umanità ferita.

L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (3)

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J
JuRock3 novembre 2009

Molto toccante, anche per chi come me non è credente. Il dolore dell'essere umano, il suo faticoso vivere, splendidamente espresso da questi versi.

poetapercaso3 novembre 2009

straordinario componimento di spessore sia teologico che di costruzione di versi eccellenti. Giobbe benché colpito da tragici eventi mai rinnegò il creatore, anzi manifestò la certezza che Dio si ricordasse di se al tempo opportuno, , conservata e segnalata

Una poesia dai contenuti sofferti... Un'accorata preghiera, un susseguirsi di domande che vorrebbero trovare risposte in Colui che tutto può... Eppure sembrano rimanere li... inascoltate. Il tono dei versi diviene via via sempre più intenso e supplichevole... tanto da rendermi poi partecipe e unita a quel grido di dolore... Molto sentita...