Un usignolo stridulo

Così hai tracciato
l'ultima traiettoria
svirgolando, maestosa
ape regina del verso.
Grottesca domatrice
e incantatrice di respiri,
quando ce ne stavamo
appesi allo sfolgorare
di brace dei tuoi occhi
il cuore ci saliva
insieme con il fumo
di sigaretta, denso,
vivo come le lune
del tuo seno flaccido,
parsimoniosa serra
degli eccessi.
L'occhio restava
crocifisso alla vanità
dei tuoi vent'anni,
mai sfinita dalle rime
o dagli amplessi,
impallidita appena
nell'assenza di pudore
di riuscire ancora
a raccontarti.
E, inaspettatamente,
tornavi a ronzare,
lirica impalpabile,
l'amore puro,
la fanciullezza,
la morte violenta,
il sesso e il fuoco,
la follia del dolore,
la vanagloria e il vuoto.
Un usignolo stridulo;
per noi che ti amavamo,
un gran bel canto, Alda.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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Salvatore Ferranti3 novembre 2009
Poesia molto intensa, nel ritmo e contenuto. Una dedica sincera ad un'amica che non c'è più, ma continuerà a vivere nei suoi versi.
