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Introspezione 3 novembre 2009 · lettura 1 min · 2109 letture

L'albergo

Alfredo Mercutello 981 poesie pubblicate
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Troppo tempo trascorso a rovistare al buio cosa credevo di trovare a tastoni chino sulle ginocchia sbucciate dal terreno ruvido come era il mio cuore irto di spine era chiuso quell'albergo di periferia le lenzuola sui letti privi di polvere la donna continuava senza posa ad accudire al suo lavoro con non senso chi suonava a quel portone scrostato se non altri che le folate di vento l'inverno io seduto sul dondolo di lacrime bagnato ad aspettare che qualcuno coi guanti bussasse al mio cuore.
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L'autore
Alfredo Mercutello

Leggere. www.alfredomercutello.sito24.it

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Commenti (2)

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Salvatore Ferranti3 novembre 2009

Poesia molto intensa, che denota una personalità molto spiccata. aldilà della tristezza apparente c'è la speranza che affiora.

Giorgia Spurio3 novembre 2009

l'anima è spesso come un albergo... e se è abbandonato fa capire quanta tristezza, malinconia, possa procurare l'abbandono... in queste strofe vien descritto un albergo nel buio, chiuso, eppure dove una donna con la paranoia di pulizia continua ad accudirlo per ospiti- fantasma. il portone è scrostato e c'è solo inverno. e l'anima umana si trova sola seduta su un dondolo bagnata da lacrime ad aspettare qualcuno che la salvi dalla solitudine. la donna pulisce e pulisce,è l'uomo che per occupare il tempo perso deve "pulire il proprio albergo"attendendo impaziente che qualcuno arrivi. le metafore sono molto belle ed entrano nel cuore del lettore con i suoi sentimenti dell'abbandono e della solitudine. bella poesia