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Sociale 5 novembre 2009 · lettura 2 min · 2154 letture

La rosa ha perso il suo gambo

Giorgio Lavino 888 poesie pubblicate
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Una strada piena di sogni è diventata un quartiere di polvere e cemento e alla fine una città senza sole. C'era una volta qui la fantasia. Scappò via con l'arrivo dei primi mostri di mattone. Ed ecco ora al suo posto la solitudine che non vuole più andare via dal primo all'ultimo piano di ogni palazzo. Sina, vent'anni e un'anima di latte, ha paura di perdersi in una notte senza luna. Insieme alla sua vecchia casa sono morte anche le corse nel cortile, le parole di tutti i colori, i sorrisi del cuore, il calore delle strette di mano. Ora Sina non sa più dove coltivare la noia con il seme della gioia. E' rosa che ha perso il suo gambo, goccia di sole che rischia di essiccarsi. Rema a fatica con dentro l'angoscia del suo mondo perduto, delle grandi cose lasciate in un piccolo spazio ora lontano. Bambini che giocano al pallone sui marciapiedi e con la morte ogni volta la palla finisce in strada e le auto inchiodano. La città dove vivo parte da lontano ed arriverà chissà dove. Migliaia e migliaia di corpi intrappolati dentro una striscia continua di soli mattoni. Qui la morte passa ogni giorno con la maschera del silenzio, con il volto della menzogna, con la falsità delle promesse, con la falsa presenza dello Stato.
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L'autore
Giorgio Lavino

Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti

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