Il canto delle molecole
Nel silenzio del Cosmo, al comando irresistibile dell'immenso ordine del Caos, dal fondo dell'Orizzonte degli Eventi cominciò il cammino a ritroso, per uscire e nascere dal cosmico utero del Tempo.
In silenzio, particelle attonite della propria perfezione,
cominciammo a danzare.
Sfregandoci l'un l'altra, vibrando cosmicamente, ruotando su noi stessi
In una marcia inarrestabile,
Orbitando verso una più grande dimensione,
l'Aggregazione.
Nacque lentamente la coscienza,
rischiarata dai soli nascenti
creati da noi.
Nacque dolcemente la sostanza,
tra strati sovrapposti,
esperimenti,
fallimenti,
cadute, rinascite,
strani miscugli,
emissioni gassose e aggregazioni puzzolenti,
(un Universo vivo non è privo di odore...)
Nacque il Suono,
sotto la forma antica e amica della voce di Dio,
nascendo dal Fruscìo dei nostri spostamenti
e dalle carezze che ci scambiavamo
nei nostri cambiamenti
e con le carezze venne il Calore
che lentamente plasmò, trasformò
poi venne il Colore
che ci differenziò
e ci divise, secondo strane regole
da noi non create
ma assimilate,
fino ad ottenere, sotto il giovane Sole
un'altra Luce.
Quella della Coscienza.
E con lei venne la maledizione
Della Conoscenza.
E un giorno un essere osò sfidare il Vento
(le correnti erano pietose allora, e non lo rigettarono. Lo sostennero)
Cercando di vedere al di là del Cielo
Visto che era nata, nel frattempo
La Curiosità.
E poi via ancora, lungo i sentieri del Tempo
Lungo una Via che porta all'Infinito
Perché un Atomo sa
Che può vivere lungo tutto il viale dell'Eternità
Ma tutti gli atomi sanno
Che senza aggregazione
Senza carezze ed emozione,
Noi Molecole non viviamo in eterno.
Ci separiamo
Cambiamo,
Scoloriamo
Ammutoliamo
Ma quando il Mondo era giovane
E gli Dèi erano bambini,
prima che l'Odio uscisse dalla tana
a curiosare anche lui
(ogni sentimento ha una sua forma strana di vedere i mondi)
Prima che la polvere sconfiggesse il Deserto
Prima che l'Acqua sommergesse il Fondo
Prima che il Gelo avvolgesse il Sole
Prima.
Molto prima.
Le Molecole cantavano felici nel cielo del Caos
Confuse tra le carezze scambiate e colorate
Quelle stesse tante carezze oggi negate
Cantanti stupefatte dell'Universo e degli Dèi
Ammiranti, entusiaste dell'ordine del Cosmo.
Prima.
Molto prima che fosse Amore
(poiché nell'Universo ogni Uguale deve avere il suo contrario
altrimenti è una bilancia sbilanciata che il suo carico rovescia,
non più utile a nessuno e fonte di maledizioni...)
Perché insieme all'Amore venne l'Odio
Come col Giorno la Notte
Come col Caldo il Freddo
Come col Dolce l'Amaro
Come col Suono il Rumore
Come col Bene il Male
Positività e Negatività
Entrambi hanno dato un senso all'Universo
Perfino il Tempo che immutabile e silente scorre
Senso non ha
Se Nessuno ne avverte il passare.
E questo il Tempo lo sa.
(forse per questo venne la Coscienza, perché il Tempo si annoiava
senza nessuno a rimirarlo, contarlo, maledirlo).
Le Molecole danzano accanto ai Tuoi occhi
Accanto ai Miei occhi,
accanto alla mia curiosità.
Le Molecole siedono accanto ai Tuoi occhi
Accanto ai Miei occhi,
vicine alla mia ilarità
Le Molecole vivono negli occhi
Vivono di Luce,
Panorami, ricordi, lacrime
Di gioia e di dolore.
Le Molecole gioiscono intorno ai Tuoi Occhi
Carezzano i Tuoi Occhi
Alla ricerca di un Sorriso
(le parole che contano si scrivono in grande)
Ma, soprattutto...
Le Molecole cantano i Tuoi occhi
Per i Tuoi Occhi
Solo i Tuoi Occhi
Sempre i Tuoi Occhi
E mi abbandono al canto Universale delle Particelle Mie.
Nascendo
Cantando
Roteando
Cantando
Rotolando
Cantando
Carezzando
Cantando
Scambiando
Cantando
Dividendo
Cantando
Accettando
Cantando
Amando
Cantando
Creando
Cantando
Orbitando
Cantando
Fondendo
Cantando
Invecchiando
Cantando
Amando
Cantando
Sognando
Cantando
Impazzendo
Cantando
Morendo
...
Rinascendo
Cantando
Tra l'una e l'altra azione
C'è sempre il canto del Padrone
C'è sempre il Vento
A spazzare il Cielo
Perché Domani sia più azzurro di Ieri
E Ieri meno invidioso del Domani
E i Tuoi Occhi felici almeno un dì
Prima che il canto di Tempesta ricominci.
Le Molecole siedono accanto ai tuoi occhi,
cantando la bellezza del creato nei tuoi occhi
illuminando le mie carezze sui tuoi occhi
amando i Tuoi occhi
perché Io sono il custode dei Tuoi Occhi
...in questo Canto Universale mai iniziato, mai finito, mai esistito, mai concluso, mai capito
A firma di Un Partigiano del Suono
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Commenti (1)
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Marina Pacifici11 novembre 2009
Senza carezze e tenerezza noi molecole scoloriamo, ci separiamo... Immagine di grande dolcezza, di una sensibilità poetica e umana che sfiora il cuore. Versi di grande originalità ed interesse. !
