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Famiglia 7 novembre 2009 · lettura 1 min · 1470 letture

A mia madre

Elfo89 79 poesie pubblicate
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Lo specchio infranto dell'eterna sera violenta i piedi di chi l'attraversa muto, d'incanto, per la nebbia tersa, bruciando i baci della primavera. è vano il pellegrino domandarsi: 'chi sei? che fine ha fatto l'eremita che cingeva di fiori la mia vita senza mai un amor di cui fidarsi?' Ormai non c'è più un vento da sfidare correndo assieme accanto al cimitero, nemmeno più la voglia di partire; ma il vento ancora soffia all'imbrunire, ed io lo mando come messaggero perché ti dica che io senza te sarei una spiaggia immensa senza il mare...
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Commenti (1)

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Giorgia Spurio7 novembre 2009

stile inconfondibile musicale e con rime. il titolo attrae: semplice come semplice è l'amore di una madre. i primi versi toccano il tatto della mente e della sua percezione:"lo specchio infranto dell'eterna sera violenta i piedi di chi l'attraversa".si apre il filmato di piedi nudi che camminano sui frammenti di specchio: metafora meravigliosamente struggente del dolore inconsapevole, improvviso come uno specchio rotto. e si brucia la primavera, allegoria per eccellenza di rinascita e vita. poi la domanda del figlio che chiede dove sia finito "l'eremita",penso sia riferito alla madre, era l'eremita che adorava solo il figlio. e come ogni dolore non c'è più voglia di nulla, nulla tranne che mandare un messaggio a colei che sempre l'ha amato. bella