Madrigale d'inverno

Riflesso il lampo in grembo ad un torrente
tra rami di marmo un dì d'inverno:
dona la pioggia lacrime d'inferno.
Lo strazio di una donna penitente
dell'amor venduto in cambio di perdono
si perde tra i rigurgiti di un tuono:
è notte: tace l'eco intermittente
dei biondi nidi, e tacciono gli accordi
di fronde spoglie scosse dai ricordi.
E già mi manca l'anima di maggio,
rimpiango ancora il sogno di quel velo.
E' notte e sfioro il seno di un miraggio,
piangendo nella culla assieme al cielo.
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L'autore
Elfo89
Commenti (1)
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Presnaghe8 novembre 2009
Molto efficace. Dà veramente l'impressione dell'angoscia del vivere, nel suo ritmo antico eppur moderno. Il senso di un essere in bilico tra il reale e l'onirico. Metrica di buona qualità e di effetto sicuro.

