E forse un dubbio mi salverà

Cos'altro desidera questo corpo
appannaggio d'una mente sublime e contorta al tempo stesso,
indescrivibile come il riverbero d'un innato desiderio
immanente o forse deplorevolmente estatico.
Desiderio carnale, non del tutto svelato,
ipocrita o meglio celato ma tollerato.
Cosa succede in questo corpo, l'anima implode,
evacua e rigetta passioni, si tramuta in paura.
Si avverte la muta, ma perché?
Il dio del dubbio non risponde, lascivo come sempre,
offre al tempo e al destino risposte inconcepibili,
risposte a domande sorte a caso, forse folli.
Forse.
Il senso di tutto ciò è lontano,
non adesso verrà compreso,
non adesso vorrà comprendere
lasciando un vuoto esistenziale.
Inconsapevole del divenire mi accorgo
di essere nulla e tutto al tempo stesso,
matura in me l'idea d'un dubbio permanente,
scinderò me stesso? il corpo dalla mente?
Attendo da te, dio del dubbio, una salvezza forse inutile
ma agognata.
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L'autore
Saldan
Commenti (1)
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Clodiaf090410 novembre 2009
Interrogativo eterno, universale, molto raffinatamente espresso. Componimento apprezzato, specie per la sua forma, particolarmente nella seconda parte.

