Fabbrica la prima aurora

Sbuffò l'aurora repentina
nel sole maculato ancor di torpore
gelato ossigeno pungiglioso
vie scarne d'auto e folla viva.
Sbuffò l'aurora repentina
passo schivo d'indugio
nel mausoleo di cemento espanso
palmare segno d'ormeggiate chimere.
Sbuffò l'aurora repentina
sirena vociò adultera nella rocca
grigie mura imponenti
mille anime aliene ma celeri.
Sbuffò l'aurora repentina
officine cupe e maleolenti
volti assonnati e apatici
rigor severo d'incatenati ritmi.
Sbuffò l'aurora repentina
e ll'austera macchina ordire
losanga di chiassi e pandemoni
olio torbido e metallo sbranato.
Sbuffò l'aurora repentina
in me spietata ancor risuona
tra quelle ceree nuvole
in quella fabbrica recluso.
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L'autore
AlexMen
Sono nato nel 1973, amo molto la musica, l'arte in generale. Non mi ritengo un poeta, scrivo perchè mi è sempre piaciuto farlo fin dal lontano 1987 , ad oggi sono a oltre 10.000 poesie di tutti i generi. Ci sarà tempo per parlare di me, se a qualcuno potrà interessare...altrimenti resterò ancora nel mio anonimato...d
Commenti (2)
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C
Carlo Barretta11 novembre 2009
La poesia che si ribella, che sorpresa! Si ribellasse la cultura in genere, in un moto di orgoglio e dignità,anziché rimanere prona e lecchina! Condivido ed apprezzo tantissimo.
Angela Rainieri11 novembre 2009
Versi toccanti che scuotono l'anima per la triste e cruda verità descritta. Una sensazione di ribellione che apprezzo e condivido.

