Assorto e vago
Luigi Fedele
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Assorto e vago,
percorro vie
sconosciute e note.
Fuggo nel silenzio
della notte
illuminata e oscura.
Sfilano i ricordi,
ombre del passato
care e distanti.
Nubi offuscano
l'astro notturno.
Riaffiora sulle labbra
un gemito
che intende:
perché?
Non senso più
e mai ebbe vita
nel giovane cuore
che brama sapere.
Per ogni strada
sempre avrò mio duca
il quesito
sussurrato dal cuore:
perché?
©
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L'autore
Luigi Fedele
Commenti (1)
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S
Saffo11 maggio 2006
sempre molto inquieto... mi piace molto anche questa.
