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Riflessioni 13 novembre 2009 · lettura 1 min · 5818 letture

Appoggiata su una nuvola

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Qualche volta, tornerò sulle orme d'un alito a ritrovare la voce d'una rondine venuta a farmi compagnia, quando il grido finirà nel silenzio d'un silenzio muto. Asciugherò l'inverno, ricoprendolo dei fiori d'una primavera che tornerà a respirarmi, se mai saprò guardare il mondo con gli occhi d'una volta. S'arrossiranno e dietro occhiali scuri, mi nasconderò alle rughe e mai saprai, quanto sia stata chiara la mia alba e nero il mio tramonto. Non so dove andrò, se guardandomi riflessa nell'immagine di oggi non scorgerò nessun sentiero da percorrere. Non so che farò, se le mie mani saranno fredde, nello sfogliare i miei ricordi. Forse, ascolterò ancora una canzone appoggiata su una nuvola e penserò al vento e al mare, qualche volta.
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Nello scorrere dei giorni spesso i ricordi riaffiorano e sebbene ricordi " forse ascolterò ancora una canzone" quando tutto mi sembrerà estraneo o difficile da portare avanti, appoggiata su una nuvola di sogni dalla quale guarderò il mio mondo e il mare e il vento!8 maggio 2012
L'autore
Rita Minniti
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Commenti (8)

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Carlo Fracassi13 novembre 2009

Solo se fortemente lo vorrai troverai nuovi sentieri e su quella nuvola sarete in due, mentre le rughe del cuore si dissolveranno come neve al sole.

Antonella Scamarda13 novembre 2009

Quando, perfino il silenzio, che pure ha voce, resterà muto, cercherò nel passato... tra i ricordi qualcosa di ciò che fui allora... appoggiata su una nuvola. Profonde riflessioni tradotte in sublime poesia!

Gaia22 Tiziana Porcelli13 novembre 2009

Sono versi molto malinconici che proiettandosi in un futuro ipotetico lo vedono vissuto in solitudine e ricolmo di ricordi dai quali attingere per rivivere la primavera... Così ho voluto leggerla...

Rossella Gallucci13 novembre 2009

Malinconia in questi bellissimi versi in cui si vorrebbe poter guardare la vita con gli "occhi di una volta", senza la sofferenza di oggi. Se da una parte si legge rassegnazione quando l'autrice pensa di non "scorgere nessun sentiero da percorrere"... nella parte finale c'è un po' più di ottimismo, di speranza per il futuro, di ritrovare la propria nuvola... Bellissime metafore, dolcemente triste. Sentita

Antonella Bonaffini13 novembre 2009

Malinconica e dolce... uno scritto notevole di grande bellezza. Conservo.

Fabrizio Diotallevi14 novembre 2009

è certo che sono malinconici, le albe non sono tanto chiare, ed i tramonti neri come la pece, quando non si sa nemmeno quale sentiero intraprendere, perché le persone vere, quelle sincere, non prendono una strada tanto per prenderla, il finale lascia una porta aperta, una porta che spero si possa aprire il prima possibile, sei riuscita benissimo a farti capire, versi sofferti... versi forti che vengono dal cuore, un cuore magari ferito, ma pieno di vita... e pieno di poesia

Antonio Biancolillo14 novembre 2009

Una riflessione molto triste... ma molto bella da leggersi con le sue stupende metafore... per trasmetteri le sue sensazioni dettate da un momento di malinconia... Quel ...forse... un'apertura per scoprire nuove voci a quel silenzio diventato muto... Sai... è bella in ogni parola... .

Rasimaco15 novembre 2009

malinconie dell'esistere... pensando ad un futuro che s'appresta a divenir presente con solo un bagaglio fatto di ricordi e questi ricordi sfileranno davanti ad un nostalgico viso... senza nuovi orizzonti... molto bella