Orfeo la perse per sempre

Non volle pensar d'averla perduta,
troppo bella Euridice,
troppo ingiusta la morte.
Discese negli inferi,
incantò con la lira,
Ade tentennò, ma alfine accettò.
"Non voltarti Orfeo,
nel tragitto mirarla non dovrai!"
Ed Ermes a giudice posto,
accompagnò i due amanti,
dalle tenebre alla luce.
"Perché non ti volti mio cuore?"
La ninfa incalzava,
Orfeo vacillava ma avanzava.
Alle soglie d'un riflesso solare,
l'eroe tracio si voltò sicuro
d'aver riavuto l'amor perduto,
Euridice s'attardò, e inghiottita
dalle tenebre, si perse per sempre.
Stupore e lacrime, angoscia, tristezza;
ed una promessa!
"Mai altra donna, il cuor a te cedo
assente Euridice!"
E quell'amor di sfortuna intriso,
rimase nel cuor d'ogni amante diviso.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Saldan
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Angela Rainieri19 novembre 2009
Un bellissimo canto d'amore perduto espresso in versi eleganti e ben strutturati... Piaciuto e apprezzato tantissimo.
Salvatore Azzaro da Giarratana21 novembre 2009
Il poeta, riesce a trasmettere forti emozioni da questo suo confronto lirico, estrapolando una sua vera e propria personalità poetica. La tematica "amore" tanto antica quanto attuale, sopprende e travolge sempre, soprattutto se cantata da un giovane e fresco autore. Che dire? stupenda... anzi di più.
v
vito buscemi21 novembre 2009
struggente l'archetipo dell'amore connaturato con la sofferenza...
Daniela Ferraro4 ottobre 2010
Un mito indimenticabile ma che rivive, purtroppo, anche oggi nella separazione dolorosa degli amanti. Molto apprezzata.



