Come se beve er brodo?

Par de vedello, mo', 'sto zoticone
a ffasse li fattacci che je pare
senza dà retta a l'etica, a' blasoni
pronto pe' prenne e pronto puro a dare.
Ma cce penzate a come li ricconi
passan'er tempo mentre so' a magnà?
na robba da tritasse li marroni!
...C'è l'etichetta llà d'arispettà.
Tipo: si voi magnà 'n cucchiar de brodo
devi st'attento a come che l'imbocchi
la bocca devi da mette giust'a modo
ch'un facci rumorini spari o schiocchi!
A 'sto penziero er fegato me rodo
senza lo "slurrrpe" er brodo è pe' li sciocchi!
Sai, d'afogà ner brodo nun ce penzo!
M'afogherebbe ne l'amatriciana,
mejio si fatta a gricia, a la romana,
co' tanto pecorino pe' compenzo.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (2)
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Daniela Messana20 novembre 2009
Sai quante cose ce perdemo a segui' l'etichetta?...Macchi' ce lo fa fà! Troppo vera. Gajarda quanto basta!
Clodiaf090420 novembre 2009
Scoppiettante e vivida immagine di uno "zoticone" che rifiuta l'etichetta fine a se stessa, che toglie il gusto della Vita. Divertente, più profonda di quello che appare ad una prima lettura, tecnicamente solida.

