L'ora del distacco
Ne avessi avuto il tempo,
forse l'avrei fatto,
d'osservar, nell'ora del distacco,
quell'ombra gelida, quel corpo sfatto.
E' stato invece un attimo,
batter di ciglia,
dopo lo schianto,
assolutamente nulla.
A chi vaneggia di luci e bagliori,
di tunnel aurei e dolce trapasso,
vorrei cantar del nulla che c'aspetta,
e dell'oblio che ne fa dimora.
E' stato com'è stato, e solo quello,
rimanenze,
fondi di magazzino,
scampoli d'umanità perduta,
ricetta,
inutile medicina.
Rassegnarsi è meglio,
ci da senno,
che nel trapasso non ci sia vergogna,
ma solo attimo,
lamento,
e tutto spegne e subito ristagna.
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Commenti (1)
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Clodiaf090424 novembre 2009
Scarna, realistica e drammatica visione della morte. Apprezzata.
