Un mondo che non sente
Come vento che impetuoso
mi sospinge travolgendo,
furente, ostacoli ed anfratti,
il tempo m'incalza senza posa.
Lepre affannata, mi sento,
in cerca di un rifugio.
Nessuna porta o tana davanti
a me si apre. Cade nel vuoto
di un mondo che non vuol
sentire, il mio grido disperato.
Lontani i giorni appaiono, quando
il tempo cavalcavo, per andare
incontro al sole.
Crollate le certezze, evaporate
le speranze, rifiutando di raccogliere
avanzi di chi, satollo, li lascia
per la strada, metto fine alla paura,
dal dirupo lasciandomi tentare.
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Commenti (4)
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Giovanna De Santis27 novembre 2009
stupendi versi che rivelano la reatà odierna. toccante apprezzatissima
Fabrizio Diotallevi27 novembre 2009
l'indifferenza uccide le persone, il dramma vero è che le persone che danno indifferenza sono quelli che la condannano, bellissimi versi, poesia esemolare che dice di una sacrosanta verità, stupenda
Daniela Messana27 novembre 2009
Il fuggire di una lepre è questa vita che non dà rifugio alcuno. Una realtà che peggiora lasciandoti senza riferimenti. Tristissima e graffiante. Condivisa nella sua verità. Ben scritta.
Lina Sirianni27 novembre 2009
Quando non si hanno più certezze e tutto diventa illusione, si cerca un rifugio che non si trova e allora si vorrebbe scappare e farsi tentare da quel dirupo... Molto sentita nella sua tristezza



