Seppellimmo le nostre anime nel campo delle talpe
Hariseldom
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Seppellimmo le nostre anime
che era quasi inverno,
approfittando delle buche delle talpe
per faticare meno,
le seppellimo quasi ridendo.
Poi,
ci guardammo
e pensammo d'essere diversi,
di pelle
e di dei,
diversi.
Allora iniziammo a spararci
uno contro l'altro
a fuoco intenso
e uno dopo l'altro
cademmo.
Giunti che fummo
dove tutto ha fine e non inizio
ci accorgemmo che le nostre anime
erano identiche,
nessun colore,
nessun pigmento.
Allora cercammo un Dio
che fosse il nostro,
ma trovammo solo silenzio,
nel vuoto assoluto,
l'ultimo inganno.
Solo allora
il più giovane di noi
scoppiò in un pianto,
ma era tardi,
il campo delle talpe
era deserto.
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Commenti (1)
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Doraforino28 novembre 2009
Una bella poesia sociale, che ci fa riflettere... pensando alle inutili guerre che scoppiano tra popoli diversi, ma con un'anima uguale. Una chiusa che racchiude l'essenza della poesia... dopo un fuoco incrociato... cademmo uno dopo l'altro... l'unico testimone, un giovane che scoppiò in un pianto... ma era ormai tardi ...il campo delle talpe era deserto. Molto vera e condivisa.

