La strada della stazione
Hariseldom
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S'andava a piedi
con le valige pesanti
in quegli inverni
dove per arrivare
a fine mese
s'andava dai parenti.
S'andava prima in treno,
che il paese era distante
e poi alla stazione,
a portare le valige
era fatica.
E quando sulla testa,
la donna portatrice,
alleggeriva di un bagaglio
sembrava d'esser ricchi
del poco
di fatica ch'ella si prendea.
Il viale era d'alberi
a braccia aperte,
che delle foglie
avevan fatto pasto
terra e vento.
S'alzava allora il bavero,
perché era freddo
e a passi stanchi
e schiena curva
sino al ponte
poi la piazza
e alla fontana, un sorso.
E i gatti,
poveri anche loro,
tra una siepe
e un secchio
stavan muti
in quell'autunno
che s'andava
per arrivare poi
a fine mese
che non c'eran soldi.
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Hariseldom
Commenti (1)
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S
Sabrina Balbinetti29 novembre 2009
poche volte mi è capitato di trovare nel sito una poesia così cristallina, piena di sapori antichi, dove tutti possono rispecchiarsi per tale semplicità di versi e altrettanta bellezza!
