Confessioni d'autore
Oggi mi sento in vena, perciò lo faccio,
il confessar di come mi ritengo,
che a chiarir il concetto a chi mi legge,
mi sembra giusto il farne impegno.
Chi leggendo ciò che scrivo,
ritiene, bontà sua, che son schivo,
introverso e di buon gusto,
che nel cantar del senso e sentimento,
so far il battito salire,
ch'io nel profondo cerco e mi dipano,
e al gusto della vita m'aggroviglio.
Mi spiace procurar di delusione,
non credo d'esser poi così profondo,
certo non son granché cialtrone,
ma vivo intenso questo mondo.
Ho scatti d'ira e malumori,
pensieri inutili e menzogne,
mi garba scherzar come a chiunque,
crogiolarmi alle dolcezze del far niente.
Insomma, una parola sola, credo d'esser normale!
Forse un po' "faccia di bronzo",
ma in tutto uguale alla stragrande maggioranza,
che vive, urla e si dibatte
e che si porta addosso l'esistenza.
Una cosa, però, non ho mai fatto,
di dar dei calci ai sentimenti,
che di quelli sì che ho gran rispetto,
e che me li tengo cari, e molto stretti.
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Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli1 dicembre 2009
Versi sciolti... che, nel loro fluire, raccontano di vita, a loro dire, normale. Vividi e condivisibili letti con apprezzamento...
Triste1 dicembre 2009
Una confessione completa, senza reticenza alcuna. E per giunta in rima... Il verdetto non può essere che l'assoluzione con formula ampia. Bella poesia.

