Addio poesia
E' giunto il momento di fermare le membra
fin'ora ho appeso radici su fili invisibili
non trovando spazio dove crescere
non sono pipistrello, non dormo a testa in giù,
ho bisogno di acqua e di terra d'argilla,
ho bisogno d'amore e esser potata di tanto in tanto...
ho troppi rami secchi, ho troppa sterpaglia
attorno a me,
tra spine e rovi sono cresciuta a stento trovando ristoro,
ma non basta più per la pace
in modo che il mio animo si compiace,
ma provo vergogna per me stessa,
quasi stupore di essermi trascinata
così nel più basso del fondale.
A te che sei volata lassù
dedico la mia rinascita,
ma per farlo devo prima morire;
poesia dolce e amara compagna
solitudine triste segreto
un addio rivolgendomi indietro
non vi disprezzo, ma per ora vi lascio,
più in là forse vi accoglierò
ora è tempo di andare
per questa strana strada
ma che è per la mia vita
è quella più giusta
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (1)
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Giovanna De Santis9 dicembre 2009
poesia che diretta arriva all'anima nelle sensazioni ed emozioni che suscita. sublime profonda indimenticabile poesia. apprezzatissima sentitissima
