Don mandala' e zecciaqua'
Don Mandalà di Cervinara
finì appena di benedire il presepe vivente
che l'asino avallato dal bue,
con un calcio dinamite
sul pino impallato lo scaraventò
e subito accorse in suo aiuto
a ricomporlo il padrone Zecciaquà Basilio
e quando a ultimo affannoso rassesto decente,
la bestia frugò col muso nella tasca del prete
e al rivoltarla una bisteca si scartocciò
-A sera sull'altare simile a banco di frutta,
all'omelia proferì...ecco le rape di Dio
che tolgono dal mondo peccati
e al cielo dei finocchi sollevò...
Laudamus veteres, sed nostri utemur annis.
...amen...
-
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!