Cantar di contro
Cantar di contro,
che del cantar io canto,
che dell'amor passato,
amor mi fece vanto.
T'ho avuta al mio contegno,
e t'ho svezzata,
che il vaso tuo al gusto mio forgiato.
Or che sciolte hai le tue funi,
del navigar ti fai diletto,
servar di turbamenti
e di sottili inganni,
amor ch'è scaldar di letti.
Fatti spelonca o corsara,
nulla mi toglie la natura,
quel battere di fianchi,
quell'arsura,
del dissetar che mi fu concesso.
Batti i tuoi colpi, a far male,
carne di carne,
e di merlate sponde,
amor che consumato assai confonde,
il gusto umido, con l'impertinenza.
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Commenti (1)
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Clodiaf09042 dicembre 2009
Con forma sorvegliata e senso del ritmo il poeta ci introduce nella sua riflessione sull'amore, che induce a modellare la persona che ci sta al fianco e a modellarci per essa. E dopo questo processo di immedesimazione nell'altro a volte perdiamo il sentimento del nostro oggetto di desiderio. Ma il poeta avanza, fa tesoro dell'esperienza e la decanta per noi nel verso.
