Vittime
I morti foglie putride non servono a nessuno
i carnefici in piena linfa possono ancora dare
magari solo un voto e camaleontica
la politica gareggia occulta a perdonarli,
lo sanno bene anche i Divini Giudici
con miti condanne scremano fango
è lasciano acqua seppur torbida
ma necessaria al mulino proprio
-Per non finire a parlare in scarso lucro
di dispute tra cani e gatti e condomini
i Giornalisti in gara ad esser primi al nefasto
sanno che violenza è banca dal nome scoop
e alimentare dubbi, oro all'inchiostro steso
-Cerchia- bottisti opinionisti ai salotti
scelti accurati in par condicio pareggiano
clamorosi perdonismi e condanne esemplari
-Oh! care vittime, con anima a bersaglio
pregate per lui ma non seguitelo il defunto,
prima o poi un Robin Hood nella nebbia vi darà
un soldo di pace, una lama di luce ai denti
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Commenti (1)
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Paolo Ursaia3 dicembre 2009
Poesia dura, intensa, politicamente... scorretta. Elegante e musicale, molto piaciuta
