Vincolo non solubile
Lento ondular dei fianchi,
ritmico muovere del bacino,
vieni ti prego, ch'io ti son vicino,
a leccar l'anima al cielo.
La pelle a mischiare l'acqua,
lo scivolar di ossa è fantasia,
perduto il senso e la ragione,
non c'è ristagno o malinconia.
Sentir d'esserti fuoco,
lingua da risucchiar la vita,
io nato, morto e poi rinato,
mi sciolgo ad inondar la via.
Del tuo ricoprirmi a manto,
oh dolce, caldo umor di sogno,
che mai non avvertir fatica.
Averti e darmi, è un disegno,
un tratto semplice a matita.
Qual pace, che riposo, in questo mare,
dopo d'aver sì tanto navigato,
amarti è estasi, creato,
vincolo non solubile, certezza.
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