La tempesta
Non necessita ascoltare il meteo
per saper che la mia tempesta
s'avvicina.
Venti ululanti galoppano furiosi,
quali cavalieri neri nella steppa
brulla.
Stremato attendo che l'albero
mio venga sradicato.
Altro seme spunterà nella
zolla che fu mia.
D'albero cavo, non serba memoria
il contadino. Forse mi rimpiangeranno
gli uccelli canterini, costretti a
trasmigrare da nidi antichi,
frutto di frenetiche fatiche.
Per poco tempo le mie parole
vagheranno, quali cianfrusaglie
esposte al mercato delle pulci.
Inesorabile giungerà l'oblio a
cancellare inutili palpiti del cuore.
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Commenti (1)
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Giovanna De Santis3 dicembre 2009
stupenda toccante poesia di metafore che arrivano al cuore molto molto piaciuta ed apprezzatissima
