Vedove nere
Le conosco tutte
Sono dolci, sottomesse
A loro modo perfette
Si concedono gesta misurate
dominio di pulsioni oscure,
dalle origini remote
Mogli, madri talvolta amanti,
Alba antica della nostra essenza,
confusamente paurose
Si avvolgono attorno al corpo dell'uomo
Come bei serpenti dorati
Dai riflessi sfaccettati
Aprono le gambe per pura finzione
Che peccato, non sanno cos'è la passione!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
U
Ugo Mastrogiovanni15 maggio 2006
Anche qui dissento: io ne ho conosciute di vedove...
p
poetanarratore16 maggio 2006
hai ragione... probabilmente è per pochi... io ci sono...