Il tempo dell'assurdo
Assorbo ben oltre i polmoni
la prima carezza dell'inverno,
e cammino senza un peso
avvolto nella coperta di freddo
lascio i passi frusti dal senso
sulle suole del giorno di festa,
mentre dipingo finti sorrisi
alle figure che non ho vissuto
fischio un motivo rubato al vento
perdendo di proposito la coincidenza,
che stringe il tempo dell'assurdo
nei lineamenti di ogni pozzanghera
scivolo piano nel vicolo cieco
della mia più codarda coscienza,
nel giustificarle questo sentimento
che la libertà conosce da vicino
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