Fiore e fiori di plastica
Non lo sa Fiore, nome di fantasia,
che ha la barba sotto al rossetto
un cazzo di latte materno
cammina sui tacchi come un trapezista
con le lentiggini, la maschera delle vertigini
quell’immagine ti guarda strana, perché strano sei sempre stato
e ammicchi alla sera, quando sale la paura
del silenzio dopo tutte quelle grida
si appiccicano gli sguardi, le lacrime degli ignoranti
stanchi di pensare nel soffitto quando è ora di dormire
a una foto in quel fine maggio
tuo padre, rabbia e polvere che mastica
tua madre, acqua santa e fiori di plastica
stringi i pugni e pulsano le mani
e tu sei diventato quello che eri
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La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
colpita... molto (Mela)
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