Il mio fiore sfracellato
Giorgio Lavino
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Il peso di quel giorno mi sfida
ogni giorno, m'incita a mollare.
Ci sono altri nidi a cui devo
portare carezze ma io non so
far più niente.
E' solo notte in questi giorni
finiti e in quelli che verranno
e tutti i miei soli sono calati
sotto il peso di quel giorno,
dentro le urla del mio fiore sfracellato,
nell'ombra di un ubriaco di crudeltà
fuggiasco di coraggio.
Un mare di carezze mi affoga
l'anima troppa gelida per riscaldarsi
Riesce ad asciugare le mie lacrime
ma poi non so far più niente
di fronte a tutto ciò che non è quel
giorno in cui non ho saputo proteggere
mio figlio dalla furia di un codardo.
Cerco solo il volto di chi ha razziato e buttato
via la gemma del mio ventre senza
più raccoglierla. Ho perso le parole
e tutti i miei pensieri li ho consegnati
al mio fiore sfracellato sulla strada
dove la mia vita se n'è andata.
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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