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Poesia 7 dicembre 2009 · lettura 2 min · 2937 letture

Natale

Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Il Natale è una festa fanciulla, il Natale è un ricordo lontano, il Natale è mia madre alla culla che mi segna in ginocchio pian piano, Il Natale è una Grotta un po' tetra e una Sacra Famiglia di pietra. E' una notte trascorsa in attesa che s'avveri chissà quale evento aspettanto la bella sorpresa che con poco mi faccia contento perché allora, nel troppo bisogno, un pupazzo per me era un sogno. Il Natale cos'è diventato? Una corsa a comprare il regalo, un'offerta, uno sconto, un mercato una gara a chi fa più gran scialo, uno spot che ho visto e rivisto dove comprano e vendono Cristo. Ma la Pace, purtroppo, non c'è. Se la guerra la fa da padrone tu, Signore, mi spieghi perché non proteggi migliaia di persone? Che vuol dir fratellanza, uguaglianza quando l'odio fa grande mattanza? Il Natale è un affetto lontano, il Natale è una casa fanciulla il Natale è mia madre alla culla che mi dice il rosario pian piano, il Natale è un antico rimpianto e una fiaba bambina soltanto.
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Sestine di decasillabi.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (3)

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Angela Rainieri7 dicembre 2009

Effettivamente il Natale oggi è una festa in balìa del consumismo sfrenato, una corsa a fare e ricevere regali... perdendo il vero e profondo significato spirituale di altruismo, amore e condivisione... Versi che fanno riflettere molto. piaciuta e apprezzata.

Saverio Chiti8 dicembre 2009

mai e poi mai... avrei potuto definire il Natale meglio di te! c'è tutto in questi versi... amore per le cose semplici e sane, come potevano, ma possono ancor essere se vogliamo il Natale... e poi tutto il consumismo la deplorevole superficialità con cui lo viviamo adesso, ...forse se riusciremo a credere di nuovo nella "magica" notte del Natale, insieme, tutti insieme viverlo come allora ci riusciamo! Non trovo le parole per descrivere la tua GRANDEZZA d'animo e per definire il tuo ESSERE poeta! ...quindi ti dirò solo BRAVO immensamente

Marina Pacifici29 novembre 2011

Una metrica perfetta ed un lirismo puro. Tocca l'anima questa Poesia con la sua tristezza dolce. Sembra, tra una sestina e l'altra, di veder scender piano la neve. Con la recessione che inclemente s'abbatte ed un futuro sempre più fosco, tra il rischio sempre più vicino di un default e una situazione di stallo, non resta che rifugiarsi nell'aureo ricordo dei Natali della fanciullezza. Una Poesia con la sua armoniosa bellezza che segnalo.