L'angelo di Peshawar

Cavalli morti in alienato deserto
oscurato da asfissianti fiamme.
Occhi di uomini in esili corpi
raffiche di dolore spara al cuore
l'infanzia morta prematura.
Vividi colori su volti di pietra
come sacre maschere narrano
dimenticati olocausti alla vita.
Ma all'improvviso dal buio
topazi penetranti nell'anima
irradiano luce da angelico volto.
Come primaverile cielo
l'umile sguardo perdona
i nostri otri ricolmi.
Nuovamente sconfitto l'odio
evapora in verdi vallate.
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Commenti (3)
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Salvatore Ferranti10 dicembre 2009
Potessimo evitare tutte le guerre, non ci sarebbero magari di queste fotografie che ritraggono l'orrore. Una poesia che mi è rimasta nel cuore, penso spesso a quei luoghi in cui mai sono stato, che vedo solo in teelvisione, ma quanta tristezza... in quei vivi, quanta sofferenza... Poesia apprezzata.
Antonella Bonaffini10 dicembre 2009
Toccante ed espressiva... una poesia che non può che invitare alla riflessione. Molto bella.
Marina Pacifici10 dicembre 2009
Magnifici versi che sublimano in poesia l'agghiacciante morte e sofferenza dei bambini in molti paesi emergenti. Fantastica. Evocatività che strugge l'anima


