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Dialettali 12 dicembre 2009 · lettura 1 min · 7288 letture

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Luciano Tarabella 944 poesie pubblicate
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Zoppo, allezzito, secco, allampanato, briào fisso, pazzo che traballa Cutolo va, o meglio, resta a galla in cima ar fiasco che s'è già scolato. Sembra un monatto, invece è un appestato; vecchi brugins, una maglietta gialla, cuffia all'orecchi, radio sulla spalla ragiona come fusse un avvòato. Ce l'ha cor mondo; sulla stessa incudine batte l'offese a còrpi di martello: " vattela a piglianculo... boia deh! " Sembra il ritratto della solitudine che canta uno sbracato ritornello sonando una 'hitarra che nun c'è.
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Cutolo Personaggio ormai scomparso. Sonetto in vernacolo livornese.

L'autore
Luciano Tarabella

Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,

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Commenti (3)

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Veleno12 dicembre 2009

In ogni paese... vi sono personaggi simili... esseri spesso "straordinari" che vivono il loro mondo... con in fondo tante verità che manifestano nel loro dire e fare... credo che siano sempre da ascoltare. Apprezzata moltissimo

Enio Orsuni12 dicembre 2009

e dillo a me che so' romano pure io... un sonetto fantastico e ben scritto. m'è piaciuto un frego. bravo!

Gesuino Curreli12 dicembre 2009

Quale che sia il vernacolo, ho avvertito che l'assunto, questa figura stralunata e immensamente poetica si è mescolata rapidamente nelle vene con una facilità di simbiosi propria di gruppi sanguigni uguali. Poesia di mestizia ed eleganza, come si addice ai giorni dell'avvento che danno una tristezza e un sentimento forte quanto turbante ed aspettato. Tutto si è ben composto a meraviglia in un luogo qualunque che non vedo, ma è il posto dove so che io risiedo e dove vive l'intera mia famiglia. La mestizia pungente, il dolore a piccole punture sono garbo ed eleganza del cantore, peraltro quel sentire e quel pallore sono disquisizioni del mistero che sempre ha segnato il mondo intero, così come il cantore è il tragico emisfero che soccombe.