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Nacqui nel millennio scorso da pochi ma onesti genitori. Scrissi la mia prima,orrenda, poesia all'età di otto anni e da allora non ho ancora smesso nonostante sia stato diffidato più volte. Scrivo in italiano ed in vernacolo livornese, in versi sciolti o legati alla metrica sui più svariati argomenti. Amo la satira,
Commenti (3)
In ogni paese... vi sono personaggi simili... esseri spesso "straordinari" che vivono il loro mondo... con in fondo tante verità che manifestano nel loro dire e fare... credo che siano sempre da ascoltare. Apprezzata moltissimo
e dillo a me che so' romano pure io... un sonetto fantastico e ben scritto. m'è piaciuto un frego. bravo!
Quale che sia il vernacolo, ho avvertito che l'assunto, questa figura stralunata e immensamente poetica si è mescolata rapidamente nelle vene con una facilità di simbiosi propria di gruppi sanguigni uguali. Poesia di mestizia ed eleganza, come si addice ai giorni dell'avvento che danno una tristezza e un sentimento forte quanto turbante ed aspettato. Tutto si è ben composto a meraviglia in un luogo qualunque che non vedo, ma è il posto dove so che io risiedo e dove vive l'intera mia famiglia. La mestizia pungente, il dolore a piccole punture sono garbo ed eleganza del cantore, peraltro quel sentire e quel pallore sono disquisizioni del mistero che sempre ha segnato il mondo intero, così come il cantore è il tragico emisfero che soccombe.



