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Impressioni 13 dicembre 2009 · lettura 1 min · 7538 letture

E si racconta

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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E si racconta d'un tempo, di quando al crepitio d'una fiamma, accanto a un camino si sedeva in cerchio a parlare di fiabe e storie di luci, che qualcuno aveva visto in un posto lontano. E si raccontava di alberi di Natale vestiti a festa, visti su logori libri in bianco e nero, con luci colorate - così qualcun'altro diceva - che spiavano chi non aveva neppure la fiamma d'una candela per guardarsi dentro. Mi chiedo se oggi, queste luci incandescenti e scintillanti che colorano le strade, sono la felicità. E se non bastava il poco per avere tutto. E di queste luci così costose che incantano l'esteriorità, ma non il cuore, di chi non ha nemmeno gli occhi per poterle guardare, a cosa servono? Basta averle nel cuore, e nutrirsi di quella semplicità dimenticata per sentirsi luminosi, piuttosto che abbracciare il volto squallido, d'un mondo d'apparenza, che appena spento diventa cieco e sordo.
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Le luci e tutto ciò che c'è di esteriore contribuiscono senz'altro all'atmosfera natalizia... la illuminano, la rendono sfavillante, ma il Natale deve sentirsi essenzialmente nell'anima quando la stessa gioisce, quando la serenità la colpisce, quando, nonostante tutto, si sta bene con sè stessi e di conseguenza con gli altri.21 dicembre 2011
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Rita Minniti
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Commenti (6)

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G
Gennaro13 dicembre 2009

In tempi passati ci si accontentava di molto poco per essere felici. Oggi le luci colorate, gli addobbi... non hanno più senso! Questi versi mettono a confronto una realtà oramai non più esistente con la realtà attuale nella quale, nonostante il progresso, esiste ancora gente molto povera che non ha bisogno di essere abbagliata da luci effimere!

S
Sabrina Balbinetti13 dicembre 2009

sapori di un tempo che non tornerà mai... ma almeno noi abbiamo avuto l'occasione di gustarli... per i nostri figli quale futuro?

Maurizio Spaccasassi13 dicembre 2009

In queste parole che penetrano in fondo all'anima, scaturisce una riflessione che ci porta a domandarci se serve davvero sentirci felici solo quando vediamo le luci accese nei colori di Natale. Le prime due strofe parlano di un tempo lontano arrivato a noi solo dai racconti tra generazioni, una volta gli alberi di Natale e le luci colorate, si potevano vedere solo in bianco e nero, sui libri stampati, di solito il Natale era il potersi permettere il fuoco vicino per raccontarsi storie nella corta sera di un cascinale. Il benessere ci ha portato a non credere ad un valore ma ad una ricorrenza che suggestiona il fare e il dire, ma quando le luci si spengono, nulla rimane delle strade adornate e nemmeno nel nostro cuore non resta più nulla da donare.

Antonella Scamarda13 dicembre 2009

Quanta verità in questi versi... un mondo sfolgorante di luci, che illumina soltanto la propria ipocrisia. A noi rimane solo la nostalgia, di quando bastava un fuocherello a riscaldarci il cuore, Bella... come sempre.

Angela Rainieri14 dicembre 2009

E si racconta... di quando bastava veramente poco per essere felici... circondati dagli affetti nel focolare domestico ad ascoltar semplici storie dettate dalla tradizione o dalla fantasia e vivendo nella serenità e nell'armonia... Incantevole.

RaggiodiSole31 gennaio 2010

Sembra passato secoli dalle scene di Vita di cui racconti così mirabilmente le gesta, eppure è passato solo un pugno di tempo. Ammiro molto la tua chiarezza nell'averla esposta, sta ad indicare che hai ben radicati i valori che ognuno di noi dovrebbe avere, per poter Vivere e non sopravvivere come troppe persone fin troppe volte fanno. Un infinito applauso alla tua persona, innanzi tutto. Bellissima