Un metro sopra il letto
Stanza anonima d'albergo,
finestra che s'affaccia al niente,
un mattino grigio d'inutili speranze,
a respirar il vento e l'emozione.
Di cosa accade non ho percezione,
che il sentir mi fa difetto,
sospeso, un metro sopra il letto,
senza peso, in levitazione.
Ascolto il mondo, giù, che pulsa,
come pancia di vulcano che gorgoglia,
sentimenti in fila o alla rinfusa,
che far attenzione non ho voglia.
Mi preme tanto d'annullare,
mettere un timbro, scappare,
prendere gusto e distanza,
lasciare il resto qui, in questa stanza.
Come mi fa piuma tal sentire,
che lontananza è già divenire
aver di resistenze a umor di vita,
son perle nere al collo di gitana.
Mi cambierò le vesti,
aggiusterò il tatuaggio,
che il mio corpo s'agiti,
la sfida da morso, da coraggio.
Anima spinta sopra una cima,
che il profumo sia d'aria pura,
finir comunque la partita,
mi ripulisce dentro, leva la paura.
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Commenti (1)
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Giorgia Spurio14 dicembre 2009
è la stanza ad esser anonima come la nostra identità sperduta in questo mondo che sembra un albergo. non c'è nulla sulla finestra del futuro? mattino grigio e nemmeno speranze e, se ci sono, sono illusioni inutili, non c'è vento come non c'è emozione. apatia che nasconde dolore, mentre non si sente più nulla come se si fosse in levitazione. magari nel cuore c'è il vulcano ma non si ha voglia di dar ascolto al suo gorgoglio né a quei sentimenti che formano il suo magma. in questa apatia desiderio di annullarsi... ma... sentirsi così leggeri come piuma, sentirsi così lontani come fredde perle di gitana... l'anima vuol chiudere la partita... chiuder con la vita così come in uno scacco matto? poesia molto bella
