Uggia
In questo inno alla gioia per un Natale di affetti,
scende una lacrima sola a piangere i miei difetti.
Svuotati i pensieri in un catino d'angoscia
vengo ripetutamente abbattuto da un'ascia.
Un sole all'orizzonte freddo e impaurito declina la mia sobrietà.
Vittima estrema di te stesso cogli nella morte l'inutilità.
E la ragione non conosce giudizio e stima della sua pragmatica filosofia
soffia il vento sulle foglie ingiallite del mio umore, uggia e malinconia.
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