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Riflessioni 17 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2936 letture

Sardinnia

Augusto Picci 42 poesie pubblicate
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Da Punta Negra a Capo Carbonara e da Rena Majore a Spartivento son ventiquattromilacinquecento chilometri di lacrime e di terra amara che il tempo ha reso di sorrisi avara e dove anche il silenzio è sentimento. Ci sarà un giorno per un rinnovamento togliendo dai muretti la lupara? Chiunque sia colui che vien dal mare resterà sempre un'ospite gradito, sacro e prosciolto da ciascun sospetto. Togliamo ai quattro mori il fazzoletto, saranno loro col segno del dito ad indicar la strada da pigliare.
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Augusto Picci
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Commenti (2)

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Enio Orsuni17 dicembre 2009

un sonetto perfetto che dice tutto. ma chi ha capito che le lupare sono strumenti in mano ai politici? per questo ci inculcano la non violenza (e noi li ascoltiamo) perché ipolitici sono i primi a meritarla dato che sono i gestori di ogni capitale che si muove nella nazione e di ogni forma di delinquenza droga, gioco, fumo, prostituzione ecc., tutta roba loro! un caro saluto

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oxun220 dicembre 2009

Terra bellissima, la nostra... e non importa sia avara di sorrisi. Chi la conosce sa che gli occhi non si abbassano mai, anche se nascosti dal fazzoletto.