L'incompleta mia vita
Penserai
che stia fuggendo
nel rifiutar quella vita
che mi fu concessa
Posson nascer fanciulli
senza amore
ma riescon ad emerger
da quel niente
Cercar certezze
nell'altre vite
m'han fatto costruir la mia
con molli e incerte
fondamenta
Né nel tempo
né nei luoghi
né in altri cuori
l'ebbi mai tra le mani
Per inseguir mill'echi
e non sfuggir loro
l'intrappolai in me
Per usar l'amor
nel suo calor pregno
impegnai l'infranta infanzia
per scacciar l'angoscia
Per voler apparir
nascosi l'occhi
colmi di pianto
per l'incapacità del passo
Per celar nel silenzio
la pungente pioggia
blandirne il suo canto
e farla viver oltre me
Perché
non lasciar quel fanciullo
morente dentro me
infrangendo il diritto
d'esser uomo
Lasciar ogni giorno
volar parte di me
per viver il senso
caduco del niente
Or mi ritrovo solo
col desiderio
di cader come foglia
in un qualunque inverno
E quel sogno
punta
lo mio sguardo
al nulla
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Commenti (2)
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Clodiaf090418 dicembre 2009
In questa toccante poesia il dato biografico dell'autore scioglie il suo nodo doloroso e si fa riflessione universale sulla vita e sulla sua "genetica" incompiutezza, sofferenza per tutti noi poveri umani. Immagini efficaci ma soprattutto la voce sommessa, sensibile, del poeta ci accompagna nella lettura e ci lascia un'emozione.
m
maria tramontana19 dicembre 2009
Nessuna vita è inutile! E se sofferta è ancora più intensa. Il dolore prova l'anima, ma arricchisce di quella sensibilità ed umanità profonda che distingue dalla banalità e dal vuoto delle apparenze.
