Le rune
Ho gettato le rune
sul tuo tavolo di cristallo
per analizzare il percorso
e il suo probabile risultato
e ho risposto
alle tue domande sul domani.
Non serve che io ti dica
che anche un solo pensiero
può dettare nuove regole
nel destino dei tuoi giorni.
Non serve nemmeno che io taccia
il parlare dei segni incisi
sulle sacre pietre della terra.
Tu vuoi sapere il percorso
su cui è meglio avviarsi
e vuoi che i segni ti svelino
le trame nascoste
per poterle evitare.
Ho lanciato i sassi di Odino
sul tuo tavolo di cristallo
e a tre per volta li ho guardati,
ascoltando il racconto
e dicendoti il parlato
che io solo posso sentire
se chiamo gli dei
col viso rivolto al cielo.
Tu vuoi che io studi per te
la legge di causa ed effetto
e ti porti con me nel paradiso
del chiaro e lineare futuro.
Ti accontenti del passivo divinare
e non sai
della forza del conoscere l'attivo.
Mai saprai del pianto di Freya
che trasforma in ambra
le sue lacrime d'oro.
Sbalordito guardi bruciare la verbena
e il cedro e le resine regali
e non percepisci
le cosmiche forze
che dettano alle rune
conoscenza e sapienza.
©
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Commenti (2)
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R
Ruben Reversi19 dicembre 2009
E' stupendo... il modo di narrare il tempo dimenticato... le memorie e le rinascite... che sempre... lasci nel mio cuore. Meraviglia agli occhi!
P
Pellegrino220 dicembre 2009
Mi hai ricordato la Tusa sorellina più grande che ho conosciuto in un altra isola del nord (una strega che partecipava al ballo d noi stregoni) a cui era caduta una runa a terra. Io la raccolsi e ricordo che glie la ridiedi: era la runa vuota. Un inchino a Te, come lo feci a Lei.