Il primo Natale (come eravamo)

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
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Questa poesia, seppure in forma prosastica e forse a volte troppo diretta mette a nudo e ingrandisce all'infinito nel cuore di ognuno un ricordo che giudica tutta la vita. Per questo seppure con qualche riserva sulla forma (discorso troppo diretto, andare a capo a volte aleatorio, sentimenti esperssi in maniera discutibile) questa poesia arriva comunque al lettore senza troppi strascichi sentimentali.
quadro bellissimo che trasmette al lettore un messaggio degno di lode... una composizione che centra in pieno il significato di quel Natale tanto caro ai bimbi di un tempo che fù... bella!
Certo, il progresso, quello costruttivo, è importante. Gli dobbiamo molto. E deve fare il suo corso. Anche se, per certi aspetti, ogni progresso, porta inevitabilmente ad un regresso. Basti pensare a quanto più spazio veniva lasciato, un tempo, alla creatività dei bambini! Bastava un "paperino", per addormentarsi felici! O una bilancina, costruita con delle lattine vuote! Auguriamoci che i bambini della nostra era, abbiano sempre delle figure mediatiche, nell'uso di mezzi tecnologici. I versi, poeticamente ben espressi, sanno trasmettere emozioni. Ed offrono, al lettore, notevoli spunti di riflessione.


