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Riflessioni 19 dicembre 2009 · lettura 1 min · 4879 letture

Il primo Natale (come eravamo)

Carlo Fracassi 494 poesie pubblicate
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Il primo Natale che io ricordi è di quella sera quando mio padre piantò in un vaso di terracotta un ramoscello di pino. Mia madre legò qualche mandarino in qua e in là con uno spago, poi spense la luce ed accese una candela di sego. Mentre su quegli agrumi, ai miei occhi ci brillava il sole, alla base del vaso apparve un piccolo paperino che trotterellava sul pavimento. Rimasi incantato da quella magia. I miei genitori mi diedero un bacio e ci avviammo in camera da letto. Nel coricarmi fra loro, mia madre disse: "Questa notte nasce Gesù!" Insieme a loro recitai una breve preghiera e stringendomi al petto quel paperino m'addormentai felice, pensando che fosse il più bel giorno della mia vita. Sono passati più di dodici lustri e ad ogni Natale mi ritornano, ancor nitide, quelle immagini: vedo una giovane coppia sorridente che tiene per mano un bimbo con tanta gioia nel cuore e con gli occhi ben spalancati sulle meraviglie del mondo, tutte da scoprire e vivere ancora.
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(Dicembre 2009)

L'autore
Carlo Fracassi

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere

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Commenti (3)

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F
Fallin19 dicembre 2009

Questa poesia, seppure in forma prosastica e forse a volte troppo diretta mette a nudo e ingrandisce all'infinito nel cuore di ognuno un ricordo che giudica tutta la vita. Per questo seppure con qualche riserva sulla forma (discorso troppo diretto, andare a capo a volte aleatorio, sentimenti esperssi in maniera discutibile) questa poesia arriva comunque al lettore senza troppi strascichi sentimentali.

Rasimaco19 dicembre 2009

quadro bellissimo che trasmette al lettore un messaggio degno di lode... una composizione che centra in pieno il significato di quel Natale tanto caro ai bimbi di un tempo che fù... bella!

Anna Maria Scamarda20 dicembre 2009

Certo, il progresso, quello costruttivo, è importante. Gli dobbiamo molto. E deve fare il suo corso. Anche se, per certi aspetti, ogni progresso, porta inevitabilmente ad un regresso. Basti pensare a quanto più spazio veniva lasciato, un tempo, alla creatività dei bambini! Bastava un "paperino", per addormentarsi felici! O una bilancina, costruita con delle lattine vuote! Auguriamoci che i bambini della nostra era, abbiano sempre delle figure mediatiche, nell'uso di mezzi tecnologici. I versi, poeticamente ben espressi, sanno trasmettere emozioni. Ed offrono, al lettore, notevoli spunti di riflessione.