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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Felice Di Giandomenico
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Uomini 19 dicembre 2009 · lettura 1 min · 2390 letture

Fardelli natalizi

Felice Di Giandomenico 350 poesie pubblicate
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E camminando sulle vie di una città vestita a festa piena di luminarie che rendono l'allegria desta tu solitario ti incammini con i tuoi poveri fardelli mentre il lontananza suonano natalizi ritornelli. Tonalità contrastanti della vita, tu solo, indigente e sconsolato, e tutto intorno gente benedetta da un altro fato. Ti pieghi stanco raccogliendo i tuoi fagotti non regali ma solo buste e stracci malridotti. Fa freddo questa sera sul viale illuminato e quando ti ho visto ho subito pensato alla tua triste festa in solitudine vissuta tra poveri fardelli ove la vita resta muta.
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L'autore
Felice Di Giandomenico

Sono nato a Roma il 19 settembre del 1961. Le mie, più che poesie nel senso stretto del termine, sono momenti impressi sulla carta che esprimono stati d’animo particolarmente intensi in cui, il desiderio di scrivere "un qualcosa" che possa descriverli, diventa particolarmente forte. Momenti che si presentano di solit

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Commenti (4)

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E
Eleonora Grana19 dicembre 2009

Bellissima e malinconica poesia, che ci dovrebbe far riflettere tutti quanti. Ormai il Natale significa soltanto regali, luminarie, feste e cibo... Fingiamo di essere buoni, ma in realtà non pensiamo mai a chi ha meno di noi, a chi non può festeggiare. Questo è il motivo principale per cui non amo il Natale. E la gente che si preoccupa degli altri soltanto in questo periodo, beh, quella la disprezzo ancora di più di chi anche a Natale pensa soltanto a se stesso.

Silvia De Angelis19 dicembre 2009

Belli e malinconici questi versi che incitano a profonda riflessione. Ben scritta la poesia, l'ho molto apprezzata

Clodiaf090419 dicembre 2009

Il poeta da uomo sensibile riflette sulla condizione degli altri uomini- intesi in senso lato come tutta l'umanità- e il suo sguardo si sofferma su quelli in condizione di povertà. Toccante.

Rasimaco19 dicembre 2009

bella la riflessione che il poeta ci spinge a fare... in un quadro in cui da una parte c'è festa ed agiatezza ... e dall'altra povertà, miseria e privazioni... eppure siam tutti uguali... tutti figli di Adamo... bellissima!