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Riflessioni 19 dicembre 2009 · lettura 2 min · 7291 letture

Dove andranno i miei passi

Rita Minniti 1106 poesie pubblicate
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Dove andranno i miei passi se fuori il cielo è terso? Ma non resto a casa, non stasera. Indosserò l'impermeabile nuovo, mentre mi lascerò accarezzare dalla neve e faccio un giro sui passi dei miei primi natale, che la mente mette a fuoco, d'una infanzia che gioiva al luccichio di sogni colorati. Attraverso il viale dove ho aspettato l'alba, inutilmente lo stesso sole. Le foglie a terra a ricordarmi di anni che sono stati una manciata d'ore volate via. Troppo piccola per guardare al giorno nuovo, mi accartocciavo timidamente attorno all'albero per una foto, al fuoco scoppiettante del camino, mentre ascoltavo favole che rammento ancora. E tu papà insieme a me, a costruire con fervore casine e ponti d'una vita immaginaria. Lacrime di gioia per la mia bambola preferita, piovuta per magia, dal sorriso acerbo dell'inverno. E di quei natale resta il ricordo d'un percorso che non s'è mai arrestato nella mente, adesso che sul tuo viso s'è spenta l'allegria chiusa in un silenzio senza fiato. Io troppo piccola, davanti alla vita per capire, che c'era un prezzo da pagare per una felicità che inesorabile il tempo portava via, dove la pagina d'un libro, sfogliandosi da sola, scriveva da sola goccia a goccia la sua fine.
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Ricordi indelebili che restano nel tempo e che riportano il cuore ad anni ormai lontani.14 dicembre 2010
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Rita Minniti
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Commenti (11)

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Giorgio Lavino19 dicembre 2009

Come invidio tutti quelli che d'inverno hanno la neve. Io purtroppo a Natale il bianco lo vede solo artificialmente. Comunque, questa poesia mi è piaciuta.

El Corripio19 dicembre 2009

Com'è vero ciò che leggo. Da bambino non capivo mai lo sguardo serioso impenetrabile di mio padre, per me era festa ma non la sentivo mai veramente festa quando di sfuggita in terrore incrociavo il suo sguardo. Eppure avessi cinque figli io, non saprei come fare. Bella e condivisa.

Enio Orsuni19 dicembre 2009

non ne ho lette di migliori su un natale imbevuto di ricordi giovanili, a te va il mio applauso

Shelly Nicole Del Santo20 dicembre 2009

Bellissimi versi che racchiudono un velo di nostalgia di quei natali trascorsi da bambini quando l'innocenza faceva vedere tutto roseo e la gioia che si provava dell'atmosfera natalizia non aveva fine... molto apprezzata!

Maurizio Spaccasassi20 dicembre 2009

La prima strofa mette in evidenza il richiamo che quei posti in determinate situazioni fanno emergere i ricordi infantili dei tanti Natali passati felici con la propria famiglia. Una riflessione sui quei giorni che in una parte di vita più posteriore sembrano una manciata di ore. E poi come un film a fotogrammi, evocare l'immagine di se vicino all'albero, mentre con il papà si costruisce la città di plastica fantasticando sul proprio futuro, fino all'arrivo di quella bambola tanto desiderata. Non ci saranno più dei Natali come quelli, ora gli occhi sono diversi e lo possono vedere solo da quelli dei bambini. Sembra che l'infanzia sia un mondo incontaminato, un limbo felice, che non poteva conoscere le pagine avverse di una parte di vita.

Angela Rainieri21 dicembre 2009

Ricordi intensi e nostalgici di natali trascorsi nell'armonia della famiglia e nell'innocenza di un tempo, quello dell'infanzia, volato via troppo in fretta... Meravigliosa, piaciuta tantissimo.

Antonella Scamarda21 dicembre 2009

Uno struggente percorso a ritroso, ad abbracciare ricordi di un'infanzia serena, quando si è piccoli si accetta la vita, semplicemente, così come ci appare, ignari di ciò che sarà,dei dì a venire... Lo stile inconfondibile, i versi descrittivi, la struttura piena e armoniosa... tutto mi lasciava presagire, la firma di questa grande autrice!

alessio carlini14 dicembre 2010

ne esco commosso... tento commsso ed un commento a questa poesia sarebbe un niente, un niente poiché è una poesia davvero forte e immensa...

B
Benito Ciarlo14 dicembre 2010

L'equivoco iniziale (cielo terso e neve) conduce per mano verso un'atmosfera felliniana fatta d'attualità e rimandi a tempi più lontani fino a piombare nella prima infanzia, annullando anni, dolori, esperienze, per riappropriarsi dell'innocente meraviglia del presepio, della prima bambola, dei primi, confusi, sogni. (Piaciuta)

Paola Paolina Segatto14 dicembre 2010

Incantevole poesia. Letta con vero piacere. Complimenti.

Rosy Marchettini14 dicembre 2010

Questa meravigliosa poesia me l'ero persa, ...poesia che mi ha molto, molto colpito perché mentre la leggevo ti vedevo bambina felice che guardava alla vita con stupore e meraviglia e... immagino la donna che sei oggi dopo le tante prove che la vita ti ha costretto a vivere e... innalzo una preghiera a Dio perché tu possa sempre conservare la stupenda anima che hai e ti dia la possibilità di ridere e ridere gioiendo per la vera felicità Applausissimi e fiocchi rossi