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Ribellione 20 dicembre 2009 · lettura 2 min · 1290 letture

Versa il vino, coppiere!

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oxun2 16 poesie pubblicate
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Al tuo ruolo mi inchino, coppiere. Versa il sale che insaporisce, ma non insuperbirti per il compito supremo del dare senso ai giorni dell'uomo. Versa il vino, coppiere, che ci sia distacco fra amanti dell'incostanza. Frequenta le taverne che trasudano fumo e sconci canti sulle tonache pie. Versa acqua di rose che lava, e che come diluvio risani. Pungi con spine d'arabica acacia chi s'accontenta dei giochi nascosti e non da respiro al desiderio Versa l'aurora negli oceani dei vivi senza la vita e libera lo zefiro che è legato a chi vive tra le sbarre della ferocia. Versa il vino, coppiere, e come bocca d'amico racconta dei ladri di cuori da cui bisogna guardarsi nel momento d'angoscia. Fa rullare i tamburi, intanto che riempi le coppe, e fa che non mi dolga del pianto e del tumulto che provoca chi spezza il gambo delle rose e spegne le candele che illuminano la strada ai vagabondi. Versa, coppiere, il colore dei gigli nella coppa di cristallo e io farò finta di stupirmi della tua gentile grazia e del tuo andare e venire dall'officina del nulla.
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Commenti (2)

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Enio Orsuni20 dicembre 2009

stupenda, semplicemente stupenda! troppo vino per me dolcissima, mi sono ubriacato dei tuoi stupendi versi, ma ne berrei ancora. una efisia da segnalibro.

Gesuino Curreli20 dicembre 2009

Poeta, mi confondi, e bevo dei tuoi versi strizzando l'occhio all'oste maledetto. Che rullino i tamburi, e crollino i muri della disperazione senza sbocco, sotto piogge di vino e di nepente. Intanto che riempie coppe, si chetino le voci di bestemmia, si pensi alla vendemmia di quest'anno e all'afrore che uccide e non fa danno. Fa che non mi dolga del pianto e del tumulto che provoca chi spezza il gambo delle rose e spegne le candele che illuminano la strada ai vagabondi. Beviamo, dunque, dai tuoi sensi profondi ed eleganti, e adagiamoci sui versi, giaciglio luminoso di diamanti, per dare forza ai nobili e vaghi sentimenti che coltivi, come tiepidi venti dell'estate che accarezzano amori della sera, con la risacca, sopra la scogliera.