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Sociale 23 dicembre 2009 · lettura 1 min · 5188 letture

Il Natale dei poveri cristi

Mario Bugli 70 poesie pubblicate
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Con gli occhi bassi e le mani in tasca stiamo in piedi all’aperto e tremiamo nelle luride case senza fuoco rannicchiati sui miseri giacigli nessuno ci ha teso la mano, nessuno e quando impazzeranno le feste tra i botti augurali ...la guerra e fiumi di spumante ...il sangue qualcuno di noi sarà morto di freddo e di birra nessuno ci ha teso la mano, nessuno s’ammucchieranno i vostri abeti disadorni sopra i nostri cadaveri sporchi e il nuovo anno, sempre uguale sarà!
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Premio speciale della giuria per il tema sociale nel X concorso "Fiori d’Inverno" promosso dall’associazione culturale Dobrà Voda.

L'autore
Mario Bugli

"...tra il primo vagito e l'ultimo sospiro, il sogno infinito "

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Commenti (23)

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Rosaria Barbarinaldi23 dicembre 2009

decisamente tristi questi versi, ma il natale non è solo fatto di luci e felicità...

Lina Sirianni23 dicembre 2009

Purtroppo il Natale di molta povera gente sarà cosi, nulla cambierà in meglio se non si fa qualcosa di veramente concreto tutto l'anno, l'augurio mio sarà questo; che il prossimo anno porti veri cambiamenti più sensibilità di tutti verso chi ha bisogno! Versi molto belli e sentiti

Enio Orsuni23 dicembre 2009

per chi è festa e per chi è morte. questo è soltanto un altro natale. non siamo noi che possiamo cambiare questa terribile realtà, noi possiamo solo rabbrividirne. e, anche volendo, non ne abbiamo i mezzi. è solo il governo che potrebbe ma... ma cmq la poe è ben fatta, .

El Corripio23 dicembre 2009

Il Cristo da quel venerdì di morte, vede mutata la festa della sua nascita, rovesciata, mischiata con la nascita e la devozione del maligno, con miti che non è Lui, nemmeno mai si propose come mito, aprendo solo le porte del cielo e lasciando la via indicata del bene col suo martirio. Natale di riflessione, per capire il male che sta prevalendo, insanguinando la culla del Cristo e quella di altri miliardi di Anime innocenti. Bella nella forma, nel contenuto.

Kiaraluna23 dicembre 2009

Tanti, tantissimi, troppi, quelli che auspicano cambiamenti e uguaglianza, amore e fratellanza... pochi, troppo pochi, quelli disposti a rinunciare al panettone per sfamare chi di fame sta morendo. Bellissima poesia, buon Natale

Giovanna De Santis23 dicembre 2009

molto vera e sentita aldilà degli addobbi e festeggiamenti c'e una gran parte del mondo che soffre e c'è e ci sarà sempre egoismo toccante poesia che apprezzo e condivido e che Gesù Bambino porti amore è carita nei cuori di pietra e sollevi i cuori di chi soffre Auguri di sereno Natale . stupenda poesia di sensibilità

Silvia De Angelis23 dicembre 2009

Sembra che queste nude e crude realtà debbano sempre esistere, nonostante il passare del tempo. Ci auguriamo tutti, dal profondo del cuore, dei miglioramenti per tutti color che soffrono. Poesia molto apprezzata

P
Paolo Faccenda23 dicembre 2009

Purtroppo è una realtà di miseria che permane, in questa poesia ben descritta ed evidenziata, poesia che ho molto apprezzato.

Shelly Nicole Del Santo23 dicembre 2009

Poesia molto toccante. L'autore ha saputo, con molta eleganza, mettere in evidenza un problema sociale che sprona alla riflessione. Molto apprezzata

Berta Biagini24 dicembre 2009

Versi letti con il cuore stretto per delle verità ancora inconcepibili nel 2000.

Mauro24 dicembre 2009

La cruda reatà, ci colpisce di più, quando le festività accentuano il contrasto di queste situazioni e puntualmente ci commiseriamo a parole, per quel che s'era da fare e che non s'è fatto. Una situazione questa che si trascina da secoli e che mai si è risolta ne mai si risolverà.Siamo... UMANI.

Moreno il Duca24 dicembre 2009

tristissimo il testo proposto dal poeta ma la situazione è così come la descrive il natale gioioso e festoso lascia anche strascichi e dolori e noi per essere negli anni del 2000 non possiamo che ramaricarcene, ben scritta piaciuta

Doraforino25 dicembre 2009

Un tema sociale sempre discusso, in particolar modo nei giorni di festa, tempi duri per i poveri cristi, che vivono in strada, con il rischio di morire assiderati per il freddo, mentre la gente impazza con botti inaugurali e fiumi di spumante... E finita la festa, tutto ritornerà uguale mentre sotto gli abeti troveranno qualche cadavere... che ha terminata la sua corsa finale... Triste, ma vera.

Gaia22 Tiziana Porcelli28 dicembre 2009

Attraverso questa poesia l'Autore ha saputo far percepire appieno il senso di ogni parola. Versi apparentemente crudi, ma purtroppo veri che portano a riflessioni condivisibili. Letta con grande apprezzamento

Antonio Biancolillo30 dicembre 2009

Per tanti... tantissimi sarà così ogni Natale... niente riuscirà a cambiare i loro giorni sempre uguali... Un tema che è sempre reale... l'emarginazione di questa gente ci porta sempre a delle profonde riflessioni... ma poi... poi tutto rimane come prima... come sempre e il loro Natale passerà come sempre... Speriamo... speriamo soltanto... Versi pieni di verità che morde le nostre coscenze... Molto apprezzata.

C
Catello Apuzzo31 dicembre 2009

Condivisione totale di quanto espresso La società d'oggi produce tutto ciò Antipodi diversi Uguaglianza pura utopia Realtà d'oggi espressa a parole anche dai media (ma solo PAROLE)

Versi crudi, duri, ma inesorabilmente veri... straziante e molto profonda. Bellissima

Jayan Walter4 gennaio 2010

Bella, intensa, commuovente, che fa riflettere! Che spreco di denaro per acquistare botti che fanno tanto rumore, disturbano e durano un attimo... mentre c'è gente che soffre la fame e cerca di sopravvivere in condizioni disumane.

A
Aurora Pianalto8 gennaio 2010

sono contenta che ci sia qualche poeta che parli dei problemi degli emarginati. Vorrei invitare Mario Bugli a scrivere ancora di questo problema perché forse così, tanti ne possono prendere coscienza e magari, insieme, si può cercare di fare qualcosa per risolverlo. Grazie!

Giorgia Spurio21 marzo 2010

mi era sfuggita. forse hanno detto tutto e troppo gli altri. con gli occhi bassi e le mani fuori dalla tasca seduta leggo questa poesia... tremano le anime nelle case... ma tremiamo anche davanti al fuoco... tremiamo anche per mani di cui non ci si può più fidare... e le feste? illusione di un attimo d'infermità che diviene medicina... tra fuochi d'artificio che amputano dita e spumante che porterà altrove... riguarda noi, i benestanti di ogni famiglia, i borghesi che non aprono porte, l'operaio che ha risparmiato per il capodanno... e i barboni sulle strade, ai marciapiedi delle città... riguarda tutti noi. bellissima

L'ipocrisia umana potrebbe riempire la Treccani. Dovrebbe essere ogni giorno Natale, nel senso del pensiero positivo che trasmette. Non lo è mai, ed ogni anno Cristo di nuovo muore sulla croce... manca l'intenzione alla redenzione. Riflessione che mi muove pensieri, purtroppo di triste rassegnazione.

ilaria montali4 gennaio 2011

crudele e struggente verità in un tema meritevole, reso sublime dalla stesura di questa poesia

Fabio Galletti Cacciari12 novembre 2016

Se c'è un Dio, se c'è e francamente non lo so, si vergognerà un poco spero di aver perso così tanto tempo per l'essere umano. VERSI IMPORTANTI nonostante tutto.