Il Natale
Francesco Pozzato
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Gente ch'avete mente per capire,
voglio con voi trattare
del sapor sì volgare
che rende forte agrume il Suo Natale.
Non vorrei fosse ambiguo questo dire:
intendo qui parlare
delle persone amare
che non carpiscon quel che il giorno vale!
Questo gentil pensiero già m'assale
da non saprei quant'anni
e non vuol che la gente più s'inganni,
perché il sincero sale
della venuta cara
non sta nel vender tanta merce a gara.
Il mio canto risuoni aperto altrove
sì che non venga obliato
o, peggio ancor, negato
all'intelletto d'ogni uomo saggio.
Affinché sia Natale in ogni dove,
non basta un far posato
o il pensier più beato,
ché gli atti al dir son come al cerchio il raggio
e l'un dall'altro sì trarrà vantaggio.
Dico che il vero senso
della venuta tra calor d'incenso
stia nel profondo viaggio
che ognun di noi rinnova
affinché la dolcezza poi lo mova.
Colui che vien per noi non è monarca
capace di tormento
o voto d'ogni intento!
Non volle distinzione tra i suoi figli
ché fummo sangue d'Abrahàm patriarca:
l'unico suo talento
è veder l'odio spento
sì che fioriscano i dorati gigli.
La sua venuta tra i pagan perigli
sia dunque grande esempio
per moderar l'odierno, turpe scempio.
Sian vostri i suoi consigli:
che siate voi cristiani,
inver' buddisti, ebraici o musulmani.
E tu, canzone mia,
corri a star tra la gente
sì che ognun terger possa la sua mente.
©
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L'autore
Francesco Pozzato
Francesco Pozzato nasce a Vicenza l'8 Febbraio 1990. Frequenta le scuole inferiori nel suo paese, Sandrigo, con ottimi risultati. Decide quindi di iscriversi presso il Liceo Scientifico J. Da Ponte di Bassano del Grappa, dove matura col massimo punteggio. Tra la 3a e la 4a Liceo muta considerevolmente interessi, passa
Commenti (1)
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Paolo Ursaia23 dicembre 2009
Deliziosamente retrò...elegante, gradevole, profondamente ispirata; senza trucchi e fronzoli, ma raffinata. Piaciuta

