Natale
E' svanita in fretta
l'immacolata neve
il naturale contorno
di questo giorno beato
non ho mani da stringere
nè abbracci da dare
ho chiuso da tempo
con tal rito fittizio
quand'è mezzogiorno
tutto è silenzio
le strade deserte
e le case sprangate
la famiglia raccolta
è inviolabile e sacra
guai profanare
la benedetta adunata
il desco imbandito
sol parla di gioia
tutto è celato
in tal giorno fatato
profusioni d'amore
e convenzionali sorrisi
son l'unico specchio
di pregi e non vizi
scorron lente e ovattate
le ore di grandi abbuffate
nella stanchezza crescente
si deprime l'ambiente
ancora un sussulto d'allegria
e si scioglie la compagnia
finalmente è finita
questa recita trita
e l'egoismo allargato
ritorna privato.
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Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi25 dicembre 2009
il Natale diventa il giorno più triste dell'anno, quando il cuore non ha più ossigeno per respirare. Allora è meglio sottrarsi ad abbracci e sorrisi, che celano ipocrita solidarietà. Meglio il vuoto, nemmeno i ricordi... meglio annegare in un mare di nulla.
