Vane ricerche d'amore
Giorgio Lavino
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Una notte di primavera
una tua orma mia amica
mi portò in un luogo dove ti recavi
per raccogliere di nascosto tutto il
sangue del nostro amore andato
Un cucciolo d'anima s'aggrappò
al mio pallido cuore per sussurrargli
che non vai più là
Il mio dolore salì in cielo
che si strinse forte alle mie pene
coprendosi con un panno nero
Un pomeriggio d'autunno
una foglia appena caduta
nel giardino della mia speranza
mi portò in un bosco
di promesse dove ti recavi
per distruggere tutte
le nostre parole d'amore
Fu un ramo in lacrime
disperato quanto me per aver
perso l'amore di tutte le sue
foglie a dirmi con un filo di voce
che là non vai più
Tutta la mia collera si gettò
nel fiume dei miei rimpianti
che straripò fino a pervadere
la mia anima
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L'autore
Giorgio Lavino
Credo che la mia voglia di scrivere più che un’esigenza intellettuale sia un bisogno fisico. Che nasce dalla consapevolezza di costruire un canale di comunicazione. La conversione di quello che mi passa per la mente in versi è un esercizio fisico più che della ragione. E’ dire nel lessico della narrazione poeti
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